PARCO COMUNALE DI LUINE
COMUNE DI DARFO-BOARIO TERME
PROVINCIA DI BRESCIA

L'area istoriata si colloca sulla collina che domina da Ovest il comune di Darfo Boario Terme. Vi sono state ritrovate le più antiche istoriazioni camune del periodo Epi-paleolitico (8.000-6.000 a.C.). Dopo questo periodo iniziale, la collina fu abbandonata per divenire nuovamente luogo istoriativo di primaria importanza dal tardo Neolitico e durante l'età del Bronzo (circa 5.000-1.000 a.C.). Vi sono anche incisioni della media e tarda età del Ferro (500-16 a.C.) che confermano una lunga tradizione istoriativa facendo di Luine una collina sacra della Preistoria camuna.

Parco delle Luine / area Crape, Darfo Boario Terme (BS), Valcamonica. Un momento del rilievo di una roccia di Luine. (foto copyright  CCSP 2004)

Roccia dei Corni Freschi

Composizione monumentale di pregevole fattura, databile alla fine del Calcolitico o inizio dell’antica età del Rame (2.500 a.C.), istoriata sulla parete verticale di un macigno di arenaria caduto dalla collina del Monticolo già in epoca preistorica.

Descrizione

Il parco di Luine, che occupa la collina di Luine - Crape - Simoni, è nel Comune di Darfo Boario Terme. Si deve all’Amministrazione Comunale di questa cittadina l’organizzazione a parco di quest’area, scoperta e studiata scientificamente dal Centro Camuno di Studi Preistorici.

Parco delle Luine / cartina del Parco (foto copyright  CCSP 2004)

A partire dal IX-VIII millennio a.C., gruppi di Cacciatori Raccoglitori epipaleolitici seminomadi penetrarono nella valle lasciando a Luine, le prime istoriazioni rupestri. Successivamente la zona fu abbandonata, per divenire nuovamente luogo di culto e incisione con la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) e soprattutto con l’età del Bronzo (II millennio a.C.) e del Ferro. Questi ritorni successivi dell’Uomo in un medesimo contesto a distanza di millenni, portano ad ipotizzare che Luine fosse una sorta di collina sacra per le popolazioni locali. Solo con l’epoca tardo-romana e medievale si perse il “ricordo collettivo” di questo luogo, anche se poco lontano, a circa un chilometro, fu costruito, nel Medioevo, il Castello di Gorzone su precedenti resti romani e dell’età del Ferro.

I percorsi di visita

Il Parco è organizzato in tre percorsi segnalati con indicatori. La visita può iniziare dal Punto di Informazione in cui è allestita una piccola esposizione permanente che introduce alla visita della collina e alle sue incisioni. Per facilitare la visita e la lettura anche delle superfici più degradate, le rocce principali sono accompagnate dai rilievi integrali delle istoriazioni.

Parco delle Luine / area Crape, Darfo Boario Terme (BS), Valcamonica. Grande sagoma di animale (alce?) di stile sub-naturalistico attribuito, per l’arcaicità della resa, alle prime fasi dell’arte rupestre camuna (Epipaleolitico). (foto copyright  CCSP 2004)

PERCORSO A

Settore di Luine - Simoni, rocce n. 50-51-52-53-49-48-46-34-38-39-30- 35-41.

Ampie superfici rocciose, contigue, ora fortemente deteriorate, caratterizzate da una vasta composizione di figure rettangolari, linee e coppelle unite in un insieme estremamente spoglio e schematico.

I rettangoli rappresentati nelle sole linee di contorno o con decorazioni geometriche parallele o incrociate all'interno; sono spesso accostati tra loro ed in alcuni casi (ad esempio la parte centrale della roccia n. 52) richiamano figure di labirinti geometrici.

Figure molto simili vengono istoriate lungo tutto l'arco dell'antica e media età del Bronzo, configurandosi, in alcuni casi, come a Bedolina, Seradina e Capo di Ponte, come mappe topografiche compiute, in abbinamento ad armi del tardo Calcolitico o dell'età del Bronzo. Tentativo di datazione delle figure: antica e media età del Bronzo.

Roccia n. 48

La roccia, istoriata nel solo settore destro, reca incisioni attribuibili alle varie fasi dell'età del Bronzo. Nella parte superiore, figure di asce, pugnali, lance, scutiformi realizzate con tecniche e mani differenti. Nella parte centrale e terminale, serie di rettangoli e scutiformi con decorazioni.

Di rilievo la serie di piccole coppelle poste in sequenza geometrica, composizione che trova riscontro sia in altri siti valligiani (Foppe di Nadro) che in località alpine con arte rupestre, cronologicamente coeve, come il Monte Bego, dove pure sono presenti gli abbinamenti armi-rettangoli-coppelle.

Roccia n. 49

La superficie presenta due insiemi tardo neolitici particolarmente importanti: nell'area centrale è incisa una faccia-oculi con attributi animaleschi sormontante due cerchi con decorazioni concentriche; la composizione è tipica della fase finale del Neolitico, quando influenze ideologico-culturali esterne portarono alla elaborazione di una serie di "idoli" con attributi antropomorfi o animali.

Più sotto un antropomorfo nella posizione ad orante è inciso accanto a due segni pure circolari ed un terzo verticale; scene analoghe sono state trovate su altre rocce, ad esempio a Foppe di Nadro roccia n. 1, riferite sempre ad un contesto cronologico neolitico. Accanto segni più tardi ed alcuni rettangoli interamente martellinati.

Roccia n. 46

Questa superficie presenta ampi settori incisi, separati tra loro. Le composizioni di asce incise nel settore sinistro e destro in alto sono databili all'età del Bronzo (II-III millennio a.C.). Le asce, quasi tutte a flabello, sono accompagnate da segni geometrici, linee, coppelle.

Da rilevare la presenza di precise regole compositive: le armi sono disposte secondo un ordine geometrico che conferma capacità organizzative dello spazio.

Nella fascia destra sono invece concentrate soprattutto figure dell'età del Ferro. Ben visibili alcuni personaggi in groppa ad animali (asini?) armati di lance e scudo; attorno pugnali disegnati nella sola linea di contorno e figure minori, stilisticamente appartenenti alla fase finale, di decadenza, del ciclo camuno (periodi IV E-F).

Nell'ultima fascia, parzialmente interrata, sono visibili numerose figure realizzate con tecnica filiforme.

Roccia n. 103

Questa piccola superficie, è venuta alla luce solo di recente a seguito dei lavori di ripulitura che il Sig. Marini ha eseguito nell'area. Molto inclinata, affiorante su una piccola radura, presenta una serie di rose camune in abbinamento a coppelle e canaletti. La descrizione della figura tipologica della rosa viene data più avanti, sulla roccia n. 30; mi limito a specificare che le immagini qui presenti sono molto squadrate , quasi geometriche, simili ad altre ritrovate a Carpene di Sellero (roccia n.2) attribuite alla fine dell’età del Ferro.

Roccia n. 34

Studiare la roccia n. 34 significa ripercorrere l'intero ciclo camuno. Su questa grande superficie sono presenti tutti i periodi: dalla fase arcaica del Proto-Camuno fino al momento della decadenza oltre 8.000 anni dopo.

Per dimensioni e ricchezza di incisioni questa superficie è il punto centrale della collina di Luine - Simoni: anche qui è confermata la presenza di una superficie-leader, punto di riferimento per l'area, come si nota a Naquane con la Grande Roccia, a Foppe di Nadro con la n. 27 , a Carpene con la roccia n. 1 ed a Seradina con la n. 12. Superfici vaste, importanti nel contesto morfologico e paesaggistico, su cui solitamente si trovano le composizioni più rappresentative e complete.

Parco delle Luine / Luine, Darfo Boario Terme (BS), Valcamonica. La roccia 34 di Luine, una delle più grandi rocce incise della Valcamonica, posta al limite sud della collina e quasi a ridosso della valletta scavata dal torrente Dezzo. (foto copyright  CCSP 2004)

Giungendo da sotto, la roccia si presenta come una vasta pagina inclinata, ricoperta da migliaia di segni; la descrizione che presento parte proprio da questo primo impatto visivo.

Parte centrale:

Le prime immagini che si distinguono sono i grandi guerrieri armati, imponenti nelle loro dimensioni (circa un metro di altezza), appartenenti alla fase centrale dell'età del Ferro contraddistinta dal sorgere di figure mitiche di eroi-guerrieri dalle sembianze umane e con attributi spesso divini. Nell'iconografia rupestre sono ripresi armati, con lancia e scudo, le braccia alzate in segno di vittoria; non sembrano duellare tra loro ed in alcuni casi linee fuoriescono dalle figure (forza, potere?). Lo studio stilistico delle figure denota la graduale sostituzione alle descrizioni particolareggiate delle forme muscolari tipiche della fase di influenza etrusca, la staticità della fase "a corpo quadrato"; questo fatto suggerisce una attribuzione dell'insieme al periodo IV E-F, circa 400 a.C.

Questi grandi guerrieri sono sovrapposti a figure reticolari, rettangoli, e linee che decorano per un lungo tratto la superficie e che potrebbero rientrare nella tipologia delle figure geometriche (rettangoli decorati, mappe ecc.) dell'età del Bronzo.

Accanto, numerose scene minori di guerrieri e duellanti attribuibili, grazie allo studio dei corredi e delle armi, ad un contesto cronologicamente appartenente alla fase finale dell'età del Ferro.

Su questa roccia si può seguire chiaramente l'evoluzione della figura umana nel corso dell'ultimo millennio prima di Cristo: dalle figure semplici con le gambe divaricate a V rovesciata incise nella parte destra della roccia, sotto la composizione di armi dell'età del Bronzo, in un insieme di danza di quattro personaggi, passando per le figure realistiche con la muscolatura evidenziata tipiche della fase di influenza etrusca, fino alle grandi immagini dei guerrieri in cui si nota l'inizio della decadenza nella rappresentazione: il corpo si appesantisce, non vengono più rispettate le proporzioni e la figura acquista la tipica rappresentazione schematica sclerotizzata con il corpo a forma quadrata o rettangolare e gli arti immobili nel movimento.

Parte laterale sinistra:

È occupata da alcune importanti composizioni attribuibili all'età del Bronzo: i meandri nella parte superiore, labirinti nel settore inferiore. Il meandro si allunga per circa 2 m descrivendo, in un intreccio di linee, delle figure antropomorfe. Il labirinto è in sovrapposizione con figure di armati, più tarde.

Parte laterale destra:

È occupata da una vasta composizione dell'età del Bronzo: su di uno spezzone roccioso, dalla forma allungata e ben definita, si compongono una serie di figure che, inquadrate cronologicamente nel loro sovrapporsi, si possono così leggere: la prima fase istoriativa comprende la serie di lance, con asce a flabello, le alabarde, il pugnale o daga e forse i rettangoli con figure serpentiformi; quest’ultimi disposti secondo uno schema compositivo, sia teologicamente che nelle regole compositive richiamano le tipiche composizioni a sfondo rituale dell'età del Bronzo (circa 2.500-2.000 a.C.). A questa prima fase sono state aggiunte, forse in tempi ravvicinati, le due figure rettangolari con l'idoliforme, situate nella fascia inferiore, così come al Bronzo finale appartengono le quattro figurette danzanti alla base della composizione. Più tarde, inquadrabili con l'età del Ferro, sono invece le immagini di armato con lancia incise sopra ad una ascia e le due figure umane incomplete (senza testa e senza braccia) poste pure alla base dell'insieme.

Parte superiore:

Di rilievo in questo settore, la grande composizione attribuita, dal Prof. Anati, al periodo Proto-camuno (antecedente il VII millennio a.C.) raffigurante un cervide colpito, fermato nel momento dell'attacco. Le grandi dimensioni, la posizione del corpo ed il soggetto, rendono questa una tipica incisione dei cacciatori epi-paleolitici; tutta l'attenzione è concentrata sull'animale colpito descritto nei minimi particolari, mentre è completamente assente qualsiasi riferimento al cacciatore. Accanto, più a destra, numerose incisioni di armi dell'età del Bronzo; di particolare rilievo un insieme composto da scutiformi con decorazioni interne a maniglia, asce (di cui una da combattimento), daghe e pugnali.

Rocce n. 38-39

Ancora insiemi di armi incise durante l'età del Bronzo su queste due rocce: sulla più piccola, la n. 38, è presente una bellissima composizione di tre alabarde convergenti in un punto, che richiamano le grandi composizioni come quella dei Corni Freschi. L'eleganza estrema di questo insieme è ottenuta anche dalla stilizzazione delle alabarde, riprese nelle lunghe impugnature. Sotto, rettangoli e scutiformi sempre del Bronzo. Sulla roccia n. 39, altro insieme di asce e rettangoli dell'età del Bronzo.

Roccia n. 30

Detta "delle rose camune" per la presenza di questo simbolo, ripetuto numerose volte sulla superficie. Se ne possono notare fondamentalmente di due tipologie: nel settore destro in alto è presente il tipo con andamento più irregolare ed incerto, quasi meandriforme, mentre a sinistra si può vedere una chiara raffigurazione nella sua rappresentazione più definita: i quattro petali decorati con coppelle disposte nel movimento a svastica. Molte sono le ipotesi sul significato di queste figure. Sicuramente è la simbolizzazione di un concetto o culto molto complesso che ebbe vasta diffusione in tutta l'Europa soprattutto dell'età del Ferro. In Valle Camonica lo troviamo già alla fine dell'età del Bronzo intorno al 1200 a.C. in numerose incisioni a Paspardo, Sellero, Foppe di Nadro, ma è stato ritrovato in tutto il mondo celtico. Nel mondo greco è presente in forma più schematica, di svastica. Interessante notare come in complessi di sepolture a Pitten in Austria (con datazione media età del Bronzo) siano presenti oggetti decorativi che richiamano molto questo segno. I significati dati sono molteplici: simbolo solare scaturito dalla sintesi del movimento astrale, elemento di ornamento ecc. In Valle Camonica è presente in una ricca tipologia che consente di seguirne le variazioni ed evoluzioni, dalle prime incerte figure, fino alle forme più compiute, in un arco di circa 1.000 anni.

In questo contesto è posto in sovrapposizione con figure anteriori di asce, rettangoli e coppelle dell'età del Bronzo. Nella parte retrostante della roccia, due belle figure di asce.

Roccia n. 35

Molto chiari e precisi, questi insiemi databili all'antica e media età del Bronzo: asce, lance, scutiformi anche con forme antropomorfe. Accanto, a sinistra, è presente una singolare composizione: una linea serpentiforme sottolinea per circa 3 ml. l'andamento del costone roccioso per poi terminare con l'interruzione della roccia (inizio di mappa o percorso?).

Roccia n. 41

Nella parte terminale di questa piccola roccia è stata incisa, durante l'ultimo millennio a.C., un'interessante scena: un personaggio stilisticamente attribuibile alla fase di influenza etrusca (VI-V secolo a.C.) tiene in mano un'ascia databile alla fine dell’età del Ferro Accanto a quest’ultimo due figure incomplete: senza corpo l'una e priva di articolazioni l'altra. Sopra, scutiformi e rettangoli cronologicamente precedenti.

PERCORSO B

Settore di Luine - Simoni, rocce n. 54,56,57 e alcuni sondaggi.

Roccia n. 54

Su questa superficie sono presenti tipiche composizioni di armi dell'antica e media età del Bronzo. Delle sette asce rappresentate nel settore centrale, tre presentano la lama a flabello simile al modello ritrovato a Montecchio e datato con l'antica o media età del Bronzo. Il modello in alto potrebbe essere di poco più tardo, della media età del Bronzo. Più sotto altre asce a lama piatta.

La compresenza, in uno stesso insieme, di armi appartenenti a periodi ed epoche diverse, può essere spiegata se si accetta l'ipotesi che questi insiemi rappresentino il contenuto di ripostigli, luoghi in cui venivano nascosti o custoditi oggetti particolari ed in cui potevano coesistere armi anche cronologicamente diverse; questi ripari potevano contenere anche lingotti in rame o bronzo e ornamenti.

Durante le fasi di trattamento della roccia, sono venute alla luce leggere istoriazioni realizzate con tecnica filiforme.

Roccia n. 56

Superficie di difficile lettura. Presenta numerose istoriazioni inquadrabili quasi interamente nella tipologia dell'età del Bronzo: rettangoli, linee parallele, coppelle, alcune asce. Di particolare rilevanza una serie di figure circolari raggiate.

Roccia n. 57

È una superficie ampia, levigata ed inclinata, tutti elementi che sicuramente hanno attratto gli artisti camuni che qui hanno lasciato numerose raffigurazioni in chiare sequenze.

Balzano subito all'occhio le numerose raffigurazioni di scutiformi e rettangoli con decorazioni a linee parallele poste nella parte centrale: insiemi che per riferimenti iconografici hanno suggerito al Prof. Anati una loro possibile appartenenza alla grande stagione iconografica calcolitica (III millennio a.C.).

La roccia è anche arricchita da raffigurazioni di asce (nella parte laterale sinistra e destra) alcune delle quali disposte a coronamento di composizioni di maschere o facce dai tratti vagamente umani. Già in altre composizioni (esempio nelle rocce n 48 e n. 34) sono stati ritrovati insiemi in cui le rappresentazioni di armi vengono utilizzate quali elementi compositivi o attributi decorativi di figure antropomorfe.

PERCORSO C

Settore di Crape, rocce n. 2,3,4,5,6,8,14

Questo percorso si snoda lungo l'altopiano che, dominando Boario dall'alto, termina su un vasto costone roccioso in cui sono presenti alcune superfici istoriate.

Roccia n. 1

È una vasta superficie rocciosa inclinata, giunta a noi in precarie condizioni di conservazione con evidenti ammanchi e notevoli defoliazioni superficiali. In molti punti sono ancora visibili incisioni: scutiformi, e reticoli del II millennio a.C., ed alcune scritte in caratteri nord-etruschi.

Rocce n. 2,3,4

Piccoli affioramenti rocciosi con poche istoriazioni, in alcuni casi figure minime (coppelle, linee ecc.) di scene incomplete, in altri casi frammenti di composizioni più ampie andate perdute in seguito al deterioramento delle rocce.

Roccia n. 5

È una piccola superficie, leggermente inclinata, che reca due chiare figure di asce con grande lama semicircolare (o flabello evidenziato) dell'età del Bronzo. Accanto, un insieme a zig-zag che ricorda l'iconografia delle statue-stele calcolitiche. Sulle rocce di Luine è comune trovare elementi tipologici appartenenti a quest'ultima fase, incisi individualmente.

Roccia n. 6

Questa superficie è in un certo senso il corrispettivo della roccia n. 34 di Luine - Simoni: vasta (oltre 50 mq. istoriati), levigata naturalmente, reca incise centinaia di figure molte delle quali in cattivo stato di conservazione.

Settore inferiore

Vi sono incise alcune figure di pesci e accanto, forse in connessione, reticoli che potrebbero rappresentare primitive trappole o nasse. Se così fosse, si tratterebbe delle uniche rappresentazioni di questo tipo giunte a noi in Valle Camonica: la caccia è infatti l'attività per eccellenza raffigurata sulle rocce, forse per il rapporto coinvolgente che comporta a livello emotivo e di prestigio. Significativamente questo settore è il più vicino al corso d'acqua.

Settore centrale destro

Poco più sopra, nella parte centrale, si allunga una vasta striscia su cui sono raccolte soprattutto figurazioni dell'antica e media età del Bronzo: asce di varia tipologia, alabarde (numerosissime), pugnali, scutiformi decorati, coppelle e forse primitive mappe topografiche. Si notino anche numerose coppelle unite da canaletti, ritrovate anche in altri contesti con datazione tardo neolitica. Numerose anche le rappresentazioni di cerchi semplici con raggiera o coppella.

Settore superiore

L'area superiore è caratterizzata da una ricca concentrazione di scritte in caratteri nord-etruschi: già individuati dal Laeng nel 1955 sono stati successivamente ripresi dal Mancini e studiati in comparazione con le altre scritte camune e dell'Italia settentrionale. Che ci fosse stata una influenza etrusca in Valle Camonica era già manifesta nelle numerose incisioni in cui compaiono guerrieri con corredi di provenienza etrusca, raffigurati in uno stile che richiama molto l'arte di questo popolo. Per le scritte (circa 60 in tutta la Valle Camonica) sono stati utilizzati caratteri nord-etruschi, un alfabeto simile nei suoi elementi fondamentali a quello etrusco ma con variazioni ed aggiunte, sia nella fonetica che nell'alfabeto: pur nella generale appartenenza a quella cultura, si hanno quindi elaborazioni locali (camuno, retico ecc.) che rendono estremamente difficoltosa l'elaborazione di una casistica che consenta la comprensione di tali scritte (sono dedicazioni a divinità, nomi e cosa?). Sicuramente l'alfabeto-base etrusco pervenne alle popolazioni dell'Italia settentrionale intorno al VI secolo a.C. congiuntamente ad una serie di altri contenuti.

Sulle rocce della Valle Camonica troviamo la descrizione di duelli a sfondo rituale o di tenzone (tipica è la scena della roccia n. 6 di Foppe di Nadro). Allo stato attuale delle conoscienze non si può ancora comprendere il contenuto di tali scritte o ipotizzarne la motivazione. Numerose coppelle sono incise accanto a queste scritte.

Settore Sinistro

Infine, nel settore sinistro e centrale è possibile vedere le figure più arcaiche del ciclo camuno: i grandi animali incisi in stile sub-naturalistico, nella sola linea di contorno, appartenenti al Proto-Camuno, quindi ad un periodo precedente l’VIII millennio a.C. Particolarmente chiara è la figura di alce colpita da dardi (collare ed addobbi sono aggiunte successive), accanto figure minori di cervidi, forse capridi ed ancora alci (in tutto 7 immagini) a cui sono state aggiunte, in sovrapposizione durante l'età del Ferro, scritte in caratteri nord etruschi. Numerose le figure di cerchi, semplici o con coppella centrale.

Roccia n. 8

Questo piccolo ambito reca un'unica incisione che tuttavia costituisce un punto di collegamento. È un piccolo scutiforme con decorazioni a linee parallele (simile ai rettangoli presenti su moltissime rocce: dalla n. 57 alla n. 34), ma che su questa roccia è completato da un semicerchio superiore che conferisce all'insieme una forma antropomorfa che rimanda alle statue stele e soprattutto alle raffigurazioni di idoli (Sellero, Sonico) della fase di transizione neolitico-calcolitica. L'evoluzione successiva di queste figure, potrebbero essere i rettangoli martellinati e decorati, presenti anche sulle rocce n. 57 e n. 46.

Roccia n. 14

Su un piccolo affioramento roccioso, sono presenti una ricca casistica di figure di pugnali ed asce della fase di transizione Calcolitico-bronzo al Bronzo, in connessione con coppelle e segni.

ROCCIA DEI CORNI FRESCHI

Alla base della collina del Monticolo, a Montecchio di Darfo, su di un masso precipitato ancora in epoca preistorica, è venuta alla luce una stupenda composizione tardo calcolitica: nove alabarde mirabilmente riunite in un insieme.

Parco delle Luine / Corni Freschi, Montecchio di Darfo (BS), Valcamonica. Particolare dell’istoriazione con nove alabarde dell’età del Rame realizzata sulla parete verticale di un grande masso erratico distaccatosi dal soprastante Monticolo. (foto copyright  CCSP 2004)

La ricerca compositiva, la cura nella disposizione delle armi, l'assenza di altre figurazioni, la scelta stessa del masso verticale su cui incidere, suggeriscono l'appartenenza dell'insieme alla sfera culturale calcolitica; tuttavia la tipologia delle armi (alabarde) è più prossima all'antica età del Bronzo, per cui si può far risalire la composizione ad una fase terminale della cultura calcolitica ed al momento del passaggio all età del Bronzo. Del resto, già in altri casi (roccia n. 34 e soprattutto n. 38 e n. 6) a Luine si è constatato il "proseguimento" delle regole compositive (e quindi anche della filosofia) definitesi nel III millennio, fino alle soglie del millennio successivo, forse a testimonianza di una perifericità dell'area rispetto ai centri propulsori calcolitici (Borno, Ossimo e Capo di Ponte).

Informazioni Utili

(Tempo previsto di visita: 2 ore)

Dati Localizzativi:

Nome dell’area e/o della struttura museale: PARCO COMUNALE DELLE LUINE

Telefono: 348.7374467

Dati Amministrativi:

Ente Gestore: Amministrazione comunale di Darfo-Boario Terme

Indirizzo :P.zza Lorenzini, Darfo (tel 0364/541.100) e.mail : ced@comunedarfobt.it

Contatti: Servizio Ambiente, Territorio, Ecologia, Parchi- Ufficio Tecnico comunale

Parco delle Luine / Luine, Darfo Boario Terme (BS), Valcamonica. Veduta di una delle vaste superfici di pietra simona prescelte per l’istoriazione dagli artisti preistorici. (foto copyright  CCSP 2004)

Informazioni sulla visita:

Come ci si arriva: Boario Terme centro ( poi, direzione val di Scalve; segnalazioni ad accompagnamento da Boario Terme centro fino all’ingresso del parco)

Orari di apertura: Orario invernale (9,00-12,00 /13,00-17,00)
Orario estivo (9,00-12,00 / 14,00-18,00)
Lunedì chiuso

Costo biglietto: ingresso gratuito

Ufficio informazioni e prenotazioni visite: Ufficio del Parco, cell. 348.7374467

Servizi forniti: informazioni, accompagnamento e guida dei visitatori. Le scolaresche ed i gruppi sono ammessi previa prenotazione ed accompagnamento.

Caratteristiche dell’area di visita:

Tempi minimi per la visita: 2 ore. Sono organizzati 3 percorsi di visita, segnalati

Ambiti di visita: archeologico (incisioni rupestri, resti di strutture) ed ambientale

Particolari difficoltà: nessuna. E’ fatto obbligo il rispetto del regolamento

Informazioni logistiche:

Indirizzi turistici e strutture di accolta

Bibliografia essenziale:

“Luine Collina sacra” di E. Anati, Edizioni del Centro

“Il Parco di Luine. Arte preistorica nel comune di darfo- Boario Terme” di T. Cittadini Edizioni del Comune di Darfo Boario Terme

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